COSA SONO I CHETONI ESOGENI

I chetoni fanno male

I Chetoni

I Chetoni una doverosa premessa

Come ho scritto più volte in queste pagine non esistono alimenti miracolosi. Su questo posso sfidare chiunque. Esistono alimenti che fanno bene, altri che fanno meno bene, ma poi dipende sempre da quanto, come e chi li prende. A maggior ragione questo discorso vale per gli integratori, che già dalla parola indicano che integrano qualcosa. Che cosa? Quello che non riusciamo a produrre internamente (o non a sufficienza) e che con la normale alimentazione non riusciamo ad assurmene in quantità sufficiente e questa esigenza, in chi fa sport, solitamente si fa più importante. Gli integratori non sono le noccioline di Super Pippo che ci fanno andare più veloce, più che ad andare di più sono una mano a non andare di meno. Nel mercato la varietà di integratori è infinita, diversi di questi hanno una bibliografia scientifica che ne dimostra la validità (sempre in funzione di chi, come, cosa, quando), altri sono controversi (studi a favore, studi contrari), altri non hanno studi che ne dimostrano l’efficacia. Non so voi, ma quando assumo qualcosa vorrei essere sicuro che gente che studia da decenni di questo tema mi rassicuri. Per questo ho chiesto al Dott. Cicognani, ovviamente molto più competente di me in tema, di approfondire un tema che sembra essere abbastanza di moda, ma che dalle letture che ho fatto (essere curiosi è importante, quando si lavora con e per dei runner diventa anche una responsabilità) non ne vedevo una rilevanza scientifica: i chetoni esogeni. Chiaramente non sappiamo cosa succederà nei prossimi anni, ma possiamo basarci solo sul qui ed ora. Quindi ora parola al Biologo Nutrizionista che ci spiegherà meglio cosa sono e se funzionano o meno (anche se un po’ in effetti ho spoilerato).

Simone – Runner 451

I chetoni esogeni prodotto miracoloso ?

Sono l’argomento del momento, tutti ne parlano, ormai si sente dire di tutto a proposito di quello che sembra un miracoloso nuovo nutriente, capace di ribaltare il nostro metabolismo e del quale non potremo mai più fare a meno: i chetoni! Peccato che di miracoloso non ci sia proprio niente, e che la maggior parte delle cose che vengono dette in questo ambito non trovino riscontri nella letteratura scientifica. Cerchiamo di fare un breve viaggio nella biochimica del chetone, e capire cosa dice la scienza in proposito.

Cosa sono i chetoni

I chetoni, o corpi chetonici, sono particolari metaboliti degli acidi grassi, che si formano nel nostro corpo, in particolare nel fegato, quando, a causa della mancanza di glucidi disponibili, viene a mancare l’ossalacetato dal ciclo di Krebs, dove normalmente si lega all’acetii-CoA (che permette la conversione di carboidrati in energia), e il nostro metabolismo è costretto a prendere una via secondaria, normalmente più sfavorevole, che permette appunto la produzione dei corpi chetonici da substrati lipidici.
Questo è importante perché in condizioni di carenza di glucidi, il nostro organismo riesce comunque a trovare un metabolita che il nostro cervello può usare come fonte di energia (il cervello non è fisiologicamente in grado di utilizzare grassi come combustibile).

Questo meccanismo può avvenire in seguito a un digiuno prolungato, ad una prolungata e intensa attività fisica, oppure quando seguiamo un particolare stile alimentare, la dieta chetogenica.

Chetoni Endogeni o Esogeni

Il meccanismo che abbiamo sopra descritto, riguarda la produzione di chetoni endogeni (ovvero prodotti dal nostro corpo). Per chetoni esogeni si intendono invece quelli che possono essere assunti dall’esterno, attraverso per esempio gli integratori tanto discussi negli ultimi tempi.

La domanda che dobbiamo porci è: perché dovremmo assumere chetoni dall’esterno, quando possiamo anche cercare di produrli in maniera endogena?

Le aziende che producono questi integratori ne descrivono due effetti principali: il dimagrimento e l’aumento della performance.

Chetoni e Dimagrimento

Quando seguiamo una dieta chetogenica, e quindi non consumiamo carboidrati in nessuna forma, abbiamo un aumento della concentrazione dei corpi chetonici nel sangue, che è una diretta conseguenza della necessità del nostro corpo di utilizzare i grassi corporei come fonte di energia.
Questo adattamento ci permette di abbassare i nostri livelli di insulina e aumentare i nostri livelli di acidi grassi liberi, in altre parole il dimagrimento si verifica non per la presenza dei corpi chetonici, bensì perché non ingerendo carboidrati, costringiamo il nostro corpo ad usare i grassi.
Quando invece assumiamo chetoni esogeni non diamo al nostro corpo la possibilità di mettere in atto questi adattamenti, addirittura vediamo un aumento della secrezione di insulina e una minor mobilizzazione di acidi grassi.
Di conseguenza non ci sono basi biochimiche per affermare che l’utilizzo di chetoni esogeni possa portare ad una diminuzione di massa grassa.

Chetoni e Performance

Si suppone che la supplementazione con chetoni esogeni provochi un aumento delle prestazioni in quanto mettiamo in circolo un “terzo metabolita” energetico, oltre ai carboidrati e grassi. Se seguissimo il ragionamento fatto sopra, dato che la supplementazione con chetoni esogeni provocherebbe un aumento di insulina, di conseguenza vedremmo una diminuzione della glicemia. Allo stesso modo, agendo dall’esterno non provochiamo un aumento degli acidi grassi liberi, per cui non aumenta nemmeno il metabolismo lipidico. Quindi avremmo più chetoni, ma meno carboidrati e meno grassi.

La performance dunque non subisce effetti positivi, eventualmente effetti negativi.

In coda almeno due studi che dimostrano che l’integrazione con chetoni esogeni non ha un effetto sulla performance nel running.

Allora perché dovremmo assumere i chetoni esogeni se le evidenze scientifiche ci dicono che gli effetti ricercati non trovano riscontro nella pratica?
Effettivamente quello che è stato riscontrato è un veloce ingresso in chetosi dopo l’assunzione di chetoni esogeni, infatti la loro concentrazione nel sangue aumenta dopo circa 30’ dall’ingestione, mentre seguendo una dieta chetogenica ci possono volere anche giorni prima di riscontrare l’ingresso in chetosi.
Purtroppo però è stato evidenziato anche che la chetosi raggiunta tramite l’ingestione di chetoni esogeni, ha anche una durata limitata nel tempo, tanto che dopo quattro ore vediamo già una diminuzione consistente della concentrazione di chetoni nel sangue.

Chetoni cosa dicono gli studi accreditati

In conclusione, vediamo come gli studi scientifici pubblicati non evidenziano nessun beneficio dall’ingestione di chetoni esogeni, mentre al contrario l’utilizzo della dieta chetogenica può indurre una serie di adattamenti positivi sul nostro corpo.
Quello che dobbiamo tenere sempre a mente è che il nostro metabolismo ha delle basi biochimiche molto complesse, e quando si affaccia sul mercato un nuovo prodotto, le uniche evidenze che possiamo considerare valide sono quelle raggiunte tramite studi scientifici fatti seguendo rigidi protocolli. L’esperienza del singolo non ha nessun tipo di validità perché può essere influenzata da un’infinita gamma di fattori che spesso non vengono citati e dei quali a volte il soggetto stesso non è consapevole.

Non dimentichiamo infine che l’effetto placebo è ormai riconosciuto come un fattore determinante delle nostre esperienze, anche di chi vi dice che con il chetone la sua vita è cambiata.

Dott. Nicolas Cicognani

Biologo Nutrizionista


correre a digiuno

 

 

 

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Bibliografia

  • BIOCHIMICA DEGLI ALIMENTI E DELLA NUTRIZIONE Ivo Cozzani e Enrico Dainese
  • EXOGENOUS DIETARY KETONE ESTER DECREASES BODY WEIGHT AND ADIPOSITY IN MICE HOUSED AT THERMONEUTRALITY Sarah E. Deemer, Rachel A. H. Davis, Brandon M. Roberts, Daniel L. Smith, Jr., Andrew P. Koutnik, Angela M. Poff, Dominic P. D’Agostino, Eric P. Plaisance
  • WHY A D-Β-HYDROXYBUTYRATE MONOESTER?Adrian Soto-Mota, Nicholas G Norwitz , Kieran Clarke
  • EFFECTS OF AN EXOGENOUS KETONE SUPPLEMENT ON FIVE‐KILOMETER RUNNING PERFORMANCE Philip J. Prins, Ph.D., Andrew P. Koutnik, Dominic P. D’Agostino,Christopher Q. Rogers, Jacob F. Seibert, Jillian A. Breckenridge, Daniel S. Jackson, Edward J. Ryan, Jeffrey D. Buxton, and Dana L. Ault
  •  DOSE RESPONSE OF A NOVEL EXOGENOUS KETONE SUPPLEMENT ON PHYSIOLOGICAL, PERCEPTUAL AND PERFORMANCE PARAMETERS, Philip J Prins , Dominic P D’Agostino, Christopher Q Rogers , Dana L Ault , Gary L Welton , Dalton W Jones, Samuel R Henson, Tyler J Rothfuss, Kylie G Aiken, Jantzen L Hose, Emilia L England, Adam D Atwell, Jeffrey D Buxton, Andrew P Koutnik
  • NO BENEFIT OF INGESTION OF A KETONE MONOESTER SUPPLEMENT ON 10-KM RUNNING PERFORMANCE, Mark Evans, Fionn T McSwiney, Aidan J Brady, Brendan Egan
  •  EFFECTS OF EXOGENOUS KETONE SUPPLEMENTATION ON BLOOD KETONE, GLUCOSE, TRIGLYCERIDE, AND LIPOPROTEIN LEVELS IN SPRAGUE–DAWLEY RATS, Shannon L. Kesl,corresponding author Angela M. Poff, Nathan P. Ward, Tina N. Fiorelli, Csilla Ari, Ashley J. Van Putten, Jacob W. Sherwood, Patrick Arnold, and Dominic P. D’Agostino

Simone Cellini

Creatore di Runner 451, allenatore running, laureato in Scienze motorie, laureato magistrale in scienze politiche – sociologia, Master EMBA, preparatore atletico

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