Nike Alphafly 4: la nuova scarpa da maratona di Nike, a due anni e mezzo dall’ultimo modello

Le nuove Nike Alphafly 4

Nike Alphafly 4: la nuova scarpa da maratona di Nike

Nike ha presentato Alphafly 4, l’aggiornamento della sua scarpa da maratona di punta. Il debutto ĆØ previsto per il 17 settembre, in edizione limitata su nike.com, seguito da una disponibilitĆ  più ampia dal 29 ottobre. Il lancio arriva a quasi tre anni dal modello precedente e a pochi giorni dalla maratona di Berlino, mentre Adidas ha appena ottenuto l’omologazione per la propria prossima scarpa di punta.

Nike descrive Alphafly 4 come un sistema completo, non come un semplice restyling. L’obiettivo dichiarato non era rendere più veloce una scarpa giĆ  veloce, ma permettere a un numero maggiore di runner di mantenere velocitĆ  ed efficienza nelle fasi in cui la fatica inizia a incidere sull’andatura. ƈ una distinzione che vale la pena tenere a mente leggendo i dati tecnici più avanti: non si parla solo di prestazione di picco, ma di tenuta nel tempo.

Nike Alphafly 4, la nuova ammiraglia da maratona

Alphafly 4 ĆØ, secondo Nike, la versione più leggera e reattiva mai realizzata nella serie Alphafly. Il marchio la descrive come una scarpa progettata da zero, non come un’evoluzione incrementale del modello precedente, con l’obiettivo di estendere a un numero maggiore di runner l’accesso alla velocitĆ  in maratona: dagli atleti d’Ć©lite che puntano al podio agli amatoriali che rincorrono il proprio record personale.

La scarpa fa parte della linea Nike Racing, la gamma pensata per obiettivi e distanze diverse, dalla prima gara sui 10K fino al tentativo di record storico in maratona. Ogni modello della linea combina quattro elementi che lavorano insieme: l’unitĆ  Air per il ritorno di energia, la schiuma per ammortizzazione e gestione del peso, una piastra per modellare la transizione del passo, una tomaia per sostenere il piede. Alphafly 4 applica questo schema alla distanza più lunga e più esposta alla fatica.

Nel comunicato, Nike la definisce nata da una storia che ha contribuito a ridefinire il mondo della maratona: un riferimento diretto ai risultati ottenuti dai modelli precedenti della serie, elencati più avanti in questo articolo. Il nuovo modello, secondo l’azienda, bilancia propulsione, ammortizzazione, comfort e stabilitĆ , con l’obiettivo di aiutare i runner a restare in sintonia con il proprio ritmo dal primo miglio allo sprint finale.

A chi ĆØ destinata?

Nike indica come pubblico di riferimento i maratoneti, dagli atleti d’élite che puntano al podio ai runner amatoriali che cercano di battere il proprio record personale. ƈ un pubblico ampio, ma non generico: resta una scarpa pensata per la gara, non per l’allenamento quotidiano.

Le scarpe di questa categoria, con piastra in carbonio e schiume ad alto ritorno di energia, tendono a offrire il massimo beneficio a ritmi sostenuti e su distanze lunghe. Per chi corre maratone in tempi più dilatati, o per chi le usa fuori dal contesto per cui sono state progettate, il vantaggio percepito ĆØ meno marcato: ĆØ una considerazione che vale per l’intera categoria delle super shoe, non solo per Alphafly 4.

Il comunicato non specifica il prezzo nĆ© la durata attesa in chilometri, due dati che incidono concretamente sulla decisione d’acquisto per chi valuta se destinarla a una sola gara o a più uscite in stagione. Restano informazioni da verificare al momento della vendita.

Quali sono le innovazioni tecniche principali?

Nike dichiara un ritorno di energia superiore del 10% rispetto al modello precedente e un peso inferiore del 5%. Sono dati comunicati dall’azienda: il comunicato stampa non specifica la metodologia di test nĆ© un ente terzo di verifica, quindi vanno letti come cifre dichiarate da Nike, non come misurazioni indipendenti.

Il risultato complessivo nasce dalla somma di più interventi puntuali, ciascuno su un componente diverso della scarpa. Il quadro d’insieme ĆØ più leggibile in tabella.

Componente Caratteristiche
Tomaia Atomknit Nuova struttura priva di cuciture, morbida e traspirante, con cavi sull’area mediale, rinforzi integrati nel tallone e un sottopiede modellato per una maggiore stabilitĆ  a ogni falcata
Schiuma ZoomX LT Fino al 17% più leggera della ZoomX standard, con l’8% in più di ritorno di energia; disposta a strati sopra e sotto la piastra Flyplate per un sistema di ammortizzazione unico
Air Zoom (doppia unitĆ  avampiede) Ottimizzate per interagire silenziosamente con schiuma e piastra, a favore di una propulsione reattiva in fase di spinta
Piastra Flyplate Fibra di carbonio, mantiene il profilo inclinato caratteristico della linea Alphafly, favorendo slancio in avanti e cadenza costante
Suola Fast Shot Leggera, pensata per mantenere trazione e aderenza sull’asfalto a ogni falcata

La combinazione tra schiuma ZoomX LT e Flyplate ĆØ l’elemento su cui Nike insiste di più nel comunicato: le due componenti sono disposte a strati, non semplicemente sovrapposte, con l’obiettivo di creare un sistema di ammortizzazione unico pensato per la lunga distanza, e non un semplice adattamento di soluzioni pensate per gare più brevi.

Quando esce e dove si compra?

Alphafly 4 sarà disponibile in anteprima, in edizione limitata, dal 17 settembre su nike.com. La disponibilità più ampia arriva il 29 ottobre, su nike.com e presso alcuni rivenditori selezionati. Il comunicato non riporta il prezzo di vendita.

La struttura in due fasi, anteprima limitata seguita da lancio più ampio, è ormai lo schema standard per le scarpe da gara di fascia alta, sia in casa Nike sia nei principali concorrenti. Serve a creare un primo momento di attenzione mediatica, spesso legato a una gara o a un evento, prima della distribuzione su scala più larga.

PerchĆ© arriva a quasi tre anni dall’ultimo modello?

Alphafly 3 è arrivato sul mercato il 4 gennaio 2024. Alphafly 4 debutta quindi a circa due anni e otto mesi di distanza, un intervallo più lungo di quanto Nike abbia abituato negli ultimi cicli della serie.

Un ciclo di sviluppo più lungo non è di per sé un segnale negativo. Nel comunicato, Nike descrive un percorso di anni passati ad ascoltare gli atleti e a studiare come la fatica influisca sulla meccanica di corsa, perfezionando ogni elemento del sistema. Se il dato è coerente con quanto dichiarato, significa più tempo dedicato a test su atleti reali, non solo in laboratorio, prima di arrivare al prodotto finale.

Resta comunque un cambio di ritmo rispetto al passato. Le prime due generazioni della serie erano uscite a distanza di circa tre anni l’una dall’altra, Alphafly 3 invece dopo circa due. Se questo intervallo più lungo diventerĆ  la norma per i prossimi modelli della gamma Racing, o se resterĆ  un’eccezione legata a questo specifico ciclo di sviluppo, ĆØ qualcosa che si potrĆ  valutare solo con il prossimo lancio.

PerchĆ© l’uscita ĆØ cosƬ vicina alla maratona di Berlino?

La maratona di Berlino 2026 si corre il 27 settembre. L’anteprima limitata di Alphafly 4 arriva il 17 settembre, dieci giorni prima della gara. La disponibilitĆ  ampia, il 29 ottobre, arriva invece un mese dopo.

Non si tratta quindi di un lancio in coincidenza diretta con la gara, come ĆØ successo in passato con altri modelli presentati nel weekend stesso della maratona. Il posizionamento a ridosso di Berlino sembra piuttosto una scelta di visibilitĆ : la scarpa arriva sul mercato mentre l’attenzione del mondo del running ĆØ giĆ  rivolta a una delle maratone più veloci al mondo, storicamente il terreno dove sono caduti più record mondiali di maratona che altrove.

Per un marchio che costruisce parte della propria narrazione attorno ai record, arrivare sul mercato nella settimana che precede Berlino significa intercettare l’attenzione di chi segue la gara senza sovrapporsi al momento in cui gli atleti sponsorizzati sono effettivamente in pista.

Come si inserisce nella sfida con Adidas?

Nello stesso periodo, Adidas ha ottenuto l’omologazione della Adizero Adios Pro 5 da parte di World Athletics per le gare su strada, con data di disponibilitĆ  indicata al 1° settembre 2026. La scheda tecnica pubblicata da World Athletics non riporta peso, altezza dello stack nĆ© prezzo, e al momento dell’inserimento in lista Adidas non aveva ancora diffuso un comunicato ufficiale sul modello.

Il posizionamento ĆØ simile a quello degli ultimi due lanci Adidas, entrambi legati alla stagione di Berlino. La differenza rispetto a Nike sta nel metodo, più che nell’obiettivo: da una parte una presentazione ufficiale con dati tecnici, citazioni di atleti e ricercatori, materiali per la stampa; dall’altra una comparsa nella lista delle calzature omologate, senza comunicato, che gli addetti ai lavori hanno notato prima ancora che il marchio ne parlasse.

Quali record porta con sƩ la linea Alphafly?

Nike costruisce parte della propria comunicazione su Alphafly attorno ai risultati ottenuti dagli atleti che l’hanno indossata. Il comunicato di lancio di Alphafly 4 richiama esplicitamente questo elenco, secondo quanto riportato dall’azienda:

  • la maratona sotto le due ore di Eliud Kipchoge
  • il record del mondo di maratona del compianto Kelvin Kiptum
  • l’oro di Sifan Hassan nella maratona femminile alle Olimpiadi di Parigi
  • il record americano di maratona di Conner Mantz
  • il record del mondo di mezza maratona di Jacob Kiplimo
  • il record del percorso alla maratona di Sydney di Addisu Gobena

Nike descrive il proprio processo di sviluppo come un sistema che collega tre elementi: il feedback degli atleti, che aiutano a identificare i problemi più rilevanti da risolvere; la ricerca condotta dal Nike Sport Research Lab, che scopre nuove opportunità tecniche; il lavoro di designer e ingegneri, che uniscono le due cose in soluzioni basate sul modo in cui i runner si muovono realmente in gara. Il comunicato cita in particolare il Project Dreamweaver, un programma di test condotto con atlete donne, come una delle fonti di questo processo per Alphafly 4.

Nike Alphafly 4

Cosa dicono gli atleti che l’hanno giĆ  provata?

Emily Farina, Senior Principal Running Footwear del Nike Sport Research Lab, descrive cosƬ il lavoro dietro Alphafly 4: ā€œUna maratona ĆØ dinamica. Con Alphafly 4, abbiamo trascorso anni ad ascoltare gli atleti, studiando come la fatica influisca sulle prestazioni e sulla meccanica della corsa, perfezionando ogni elemento del sistema per permettere ai runner di mantenere l’efficienza quando conta di più.ā€ Aggiunge che l’obiettivo era creare una scarpa capace di far sentire gli atleti più fiduciosi e capaci nelle fasi finali della gara.

Addisu Gobena, che ha vinto la maratona di Sydney indossando Alphafly 4, racconta: ā€œLe scarpe Nike Alphafly 4 mi hanno dato fiducia dalla linea di partenza fino al traguardo. Quando la gara si ĆØ fatta difficile, ho riposto fiducia nel lavoro che avevo svolto e nelle scarpe che indossavo.ā€

Meaghan Murray, parte del gruppo di test dei prototipi, la descrive come la scarpa da gara più propulsiva e al tempo stesso più confortevole e ammortizzata tra quelle provate: ā€œĆˆ più morbida ed elastica rispetto al modello precedente, e la tomaia ĆØ comoda e avvolgente.ā€ Sono valutazioni di atleti legati al marchio, quindi utili a capire il posizionamento comunicativo di Nike più che a sostituire una prova indipendente sul campo.

Cosa aspettarsi da qui a Berlino e oltre

Alphafly 4 arriva con un ciclo di sviluppo più lungo del solito e un posizionamento di mercato costruito attorno alla stagione autunnale delle maratone, senza sovrapporsi direttamente alla gara di Berlino. ƈ una scelta che privilegia la visibilitĆ  nella settimana che precede una delle gare più seguite dell’anno, piuttosto che il debutto in gara vero e proprio.

Sull’altro fronte, la comparsa silenziosa della Adios Pro 5 nella lista di World Athletics segnala che Adidas sta preparando una risposta, con un metodo diverso da quello Nike ma con lo stesso obiettivo: arrivare pronti alla stagione dei record. Due strategie di comunicazione opposte, annuncio pubblico da una parte, silenzio operativo dall’altra, per lo stesso obiettivo commerciale.

Nelle prossime settimane, tra Berlino, Chicago e New York, si vedrà quale delle due scarpe finisce ai piedi di più atleti sul podio, e se i dati dichiarati da Nike troveranno riscontro nei test indipendenti che di solito arrivano nelle settimane successive al lancio.

SimoneĀ Cellini

Creatore di Runner 451, allenatore running, laureato in Scienze motorie, laureato magistrale in scienze politiche – sociologia, Master EMBA, preparatore atletico

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