Hoka Mach 7: evoluzione o rivoluzione?

Migliorare senza stravolgere
La Mach è da anni uno dei modelli più amati da chi cerca velocità senza carbonio. Con la Mach 7, Hoka non ha stravolto nulla, e probabilmente ha fatto bene. Ha lavorato su grip, traspirabilità e qualche dettaglio di calzata, mantenendo intatto il carattere della scarpa. Resta leggera, reattiva, senza piastra. Per chi la conosce già, è un’evoluzione. Per chi la scopre adesso, potrebbe diventare la scarpa da allenamento quotidiano che non sapeva di cercare.

Cosa cambia rispetto alla Mach 6
Il cambiamento più visibile è nella tomaia. Il nuovo Creel Jacquard è più traspirante e, soprattutto, blocca meglio il piede rispetto alle versioni precedenti. Chi veniva dalla Mach 5 o dalla 6 sentirà la differenza soprattutto nelle curve strette o nei cambi di ritmo: il piede si muove meno all’interno della scarpa, e questo dà fiducia.
La linguetta anatomica e il colletto imbottito del tallone riducono sensibilmente il rischio di sfregamenti. Piccoli dettagli, ma su lunghe distanze fanno la differenza.
La suola è stata leggermente rivista: la mescola è più resistente rispetto alla Mach 6, anche se la parte centrale rimane in schiuma esposta, un compromesso necessario per tenere il peso sotto i 210 grammi. Hoka non ha cambiato l’intersuola in schiuma supercritica, che rimane il cuore della scarpa.
Com’è fatta
Tolte dalla scatola, le Mach 7 sembrano una scarpa da corsa seria ma non aggressiva. Il drop da 5mm e il profilo Meta-Rocker le danno un’impostazione orientata all’avampiede, ma senza obbligare il piede a nulla. La transizione tacco-punta è rapida e fluida, uno dei punti di forza dichiarati da Hoka e confermati da chi l’ha testata su lunghe distanze.
La base è stata leggermente allargata in zona mediale, creando un effetto culla discreto che migliora la stabilità intrinseca. Non è una scarpa da stabilità, ma ci si avvicina più di quanto il nome lasci intendere.

Calzata e vestibilità
Hoka ha storicamente la reputazione di calzare stretto, e la Mach 7 non fa eccezione. Il volume sopra le dita è contenuto. Chi ha piedi voluminosi o tende al gonfiore durante i lunghi potrebbe sentire pressione sul collo del piede. Consiglio di provarle prima di acquistarle, e in caso di dubbio, valutare mezzo numero in più o la versione wide.
Durata
Il punto più discusso rimane la durabilità della suola. La schiuma esposta nella parte centrale è il punto debole storico della linea Mach. La mescola migliorata della versione 7 aiuta, ma runner pesanti o con meccanica di corsa poco efficiente potrebbero vedere la suola cedere tra i 300 e i 400 km. Chi supera i 90 kg o trascina il piede deve tenerlo in conto.

Opinione R451
La Mach 7 è una scarpa ben riuscita, che fa bene quello per cui è nata: allenamenti quotidiani, medi e lunghi, ritmi tra il 4:00 e il 5:30 min/km. Non è una scarpa da gara, salvo che per runner lenti su distanze medio-lunghe. Se venite dalla Mach 6 e la amate, la 7 probabilmente non vi deluderà.
Ci aggiorniamo nelle prossime settimane per la recensione definitiva delle Mach 7, vi racconterò la mia esperienza dopo averle testate in diverse uscite.
Scheda tecnica Hoka Mach 7
Brand: Hoka Modello: Mach 7
Peso dichiarato: 203g (taglia 8 US donna) — 237g (taglia 10 US uomo)
Drop: 5mm
Intersuola: schiuma EVA supercritica
Tomaia: Creel Jacquard, linguetta anatomica a soffietto
Suola: gomma antiscivolo avampiede, Durabrasion tallone
Disponibilità: anche in versione wide
Prezzo: 160€
Simone Cellini
Creatore di Runner 451, allenatore running, laureato in Scienze motorie, laureato magistrale in scienze politiche – sociologia, Master EMBA, preparatore atletico
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