BROOKS GHOST 12 RECENSIONE

Brooks Ghost 12

BROOKS GHOST 12 PER INFINITE SOLUZIONI DI CORSA

Le Brooks Ghost 12 nascono nel segno della continuità rispetto al modello precedente, apportando diverse migliorie. Siamo sempre alla ricerca di novità sconvolgenti, ma quando una scarpa da running risponde a tante esigenze ed ha successo, perché rivoluzionarla? È un dovere invece migliorarla, e Brooks con Ghost 12 ha dimostrato di volerlo fare, sia in piccoli accorgimenti, che nell’estetica, perché la prima cosa che si nota delle Ghost 12 è che sono davvero belle (per quanto i gusti siano gusti) eleganti e sembra che ti dicano, “vieni a fare tanti km con me!”.

Brooks Ghost 12 – le novità rispetto al modello precedente

Poche ma importanti le novità, tra cui il peso (da me rilevato sul numero 43), alcune modifiche nella tomaia e nella suola.

Brooks Ghost 12 anatomia della scarpa

Le Ghost 12 conservano il drop tradizionale di 12 mm, il peso invece diminuisce di 15 grammi per la misura 43 da uomo, passando da 309 grammi a 294 grammi, senza però andare a influire sull’ammortizzazione della scarpa, ma migliorandone la dinamicità, confermando la natura delle Ghost 12 di scarpe comode per le lunghe distanze, ma anche capaci di spingere.

L’intersuola conserva il binomio vincente tra DNA LOFT nella parte posteriore e mediale, per favorire un appoggio molto morbido a chi tende a correre appoggiando prima di tallone, e il BioMoGo DNA sulla parte anteriore, per garantire ammortizzazione e spinta quando serve.

Brooks Ghost 12 donna

Brooks Ghost 12 versione femminile

Brooks Ghost 12 Tomaia e calzata

La tomaia in Mesh ingegnerizzata con stampa 3D Fit Print, con i loghi stampati direttamente su di essa, che dà ancora di più, rispetto alle Ghost 11, la sensazione di una morbida calza avvolgente quando la si indossa, senza comprimere e allo stesso tempo guidando il piede in una corsa sicura. Il controtallone è bello rigido, questo favorisce il controllo, insieme alla tomaia, massimo della scarpa. Ho apprezzato molto l’imbottitura in questa parte, che addolcisce la rigidità e risulta molto comoda. Come ho apprezzato i lacci delle scarpe corti e funzionali.

Ho notato anche un piccolo rinforzo sul tessuto all’altezza dell’alluce, probabilmente per aumentarne la resistenza per chi tende a rovinare quel punto durante la corsa.

Brooks Ghost 12 la suola parte dell’ammortizzazione

La suola conferma i materiali delle Ghost 11, ma rivede leggermente il disegno. Il Crash Pad segmentato nella parte posteriore favorisce gli appoggi diversi, i flex groove posti sulla parte anteriore sono segmentati e ancora più differenziati, per migliorare l’uscita in punta e renderla ancora più scorrevole. Si nota, rispetto alle Brooks Ghost 11, una differenza tra i tasselli posizionati nell’esterno della scarpa,  più piccoli e staccati l’uno dall’altro, favorendo la transizione in fase di appoggio, a quelli dell’interno, più larghi e che portano fino alla punta, per favorire al meglio la fase di spinta e di stacco.

Broks Ghost 12 suola

Brooks Ghost 12 la Prova

La cosa che davvero mi ha stupido è l’assoluto feeling appena indossate e appena ho iniziato a correre. Ho usato già tante versioni delle Ghost precedenti, ma avevo sempre avuto bisogno di un periodo di rodaggio. Le Ghost 12 sembrava che le usassi già da settimane. Bello sentirle “cariche” già da fermi, sentendo l’ammortizzazione pronta e, personalmente, mi piace molto la combinazione del DNA LOFT con il BioMoGo DNA rispetto alle soluzioni tutte DNA LOFT, ma questo è più legato alle necessità del runner e molto personale (la soluzione più morbida tutta DNA LOFT che ad esempio c’è nelle Brooks Glycerin 17 risponde alle esigenze di runner che ricercano ancora più comodità  per tanti km).

Si sente che sono scarpe più leggere, tanto che ho deciso di inserire le Brooks Ghost 12 anche nella categoria, della sezione test prodotti di Runner 451, Scarpe running veloci con ammortizzazione per quanto la loro prima indicazione, a mio parere, è per runner non velocissimi (sopra i 4’20” sui 10 km) che ricercano un modello trasversale “per far tutto” o un modello per i lavori più lenti e lunghi. Detto ciò permettono una dinamica di corsa davvero fluida a diversi ritmi e divertente.

Brooks Ghost 12 Conclusioni

Brooks Ghost 12 un modello di scarpe da running per chi ha un appoggio neutro, trasversale, che soddisferà chi già ha apprezzato i modelli di Brooks Ghost precedenti, chi, con ritmi non velocissimi,  cerca un modello per “far tutto” dai lunghi ai lavori di qualità, ma anche chi più veloce cerca un modello per le lunghe distanze, anche in gara, oppure un modello per gli allenamenti più estensivi e di recupero. Per gli amanti dei drop tradizionali. Ammortizzate, leggere e protettive ed eleganti, senza rinunciare al carattere sportivo.

Brooks Best Fest: Vinci Brooks Ghost 12 in edizione limitata

Fino a metà ottobre 2019, sui canali ufficiali Instagram (@brooksrunnigit), Facebook (@brooksrunnig.it) e Strava (Brooks Running Club) ci saranno simpaticissime sfide, tutte da battere. Correre una canzone in più, con nuovi amici, correre all’indietro oppure prima dell’alba, spetta al runner decidere cosa lo rende più felice, l’importante è condividere il proprio momento.

Con Brooks Best Fest si può vincere tutto il comfort di Ghost 12 in un’edizione super esclusiva e limitata.
Per partecipare al concorso ed essere uno dei 10 fortunati vincitori settimanali è sufficiente:
– Iscriversi al sito web dedicato https://www.brooksrunning.com/it_it/brooks-best-fest
– Raggiugere il proprio personalissimo obiettivo di corsa, fotografare il momento della celebrazione e condividerlo sul proprio canale Instagram utilizzando l’hashtag #brooksbestfest e il tag: @brooksrunningit.

Maggiori informazioni e regolamento del programma Best Fest su:
https://www.brooksrunning.com/it_it/brooks-best-fest

Simone

Runner 451

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