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SCEGLIERE LE SCARPE DA RUNNING

SCARPE DA RUNNING

Abbiamo parlato più volte dell'importanza delle scarpe da running. Nel Manuale D.O.C. Deviato Ottusamente per la Corsa abbiamo dedicato più capitoli, perché il runner, per essere consapevole e felice, deve avere 3 cose sempre  a posto:

  • Il fisico dalla testa ai piedi
  • La motivazione
  • Le scarpe
In un articolo, qualche tempo fa, ho affrontato il discorso di come le categorie delle scarpe da running non esistano più (leggi qui) o forse non sono mai esistite. Di come ogni piede ha la sua scarpa, non la sua categoria.

Uno stesso modello di scarpa può essere utilizzata per alcuni runner sono negli allenamenti più lunghi, per altri tipi di runner, per i lavori più veloci e per altri ancora per tutti i lavori. Questo perché c'è chi corre più km, chi corre più o meno veloce, chi ha una necessità di ammortizzazione diversa e poi c'è la parte soggettiva, che nelle scarpe non è certo secondaria.

Ora sedetevi comodi, liberate i piedi, preparatevi a leggere la guida per scegliere al meglio le scarpe da running, con alcune premesse fondamentali:
  • Le scarpe vanno sempre provate e vanno scelte in autonomia
  • Rivolgersi a negozi dove potete trovare persone esperte, che vi sappiano consigliare. 
  • La scelta finale resta sempre a voi, gli esperti possono guidarvi, ma sarete voi a fare almeno 500 km con quelle scarpe
  • La scelta della scarpa giusta può aiutarvi a rendere al meglio e sicuramente e ancora di più a non infortunarvi, ma non fanno miracoli: per quello serve allenamento, equilibrio muscolari. Insomma le scarpe migliorano il running, ma non fanno miracoli.
  • Non aspettate di finire le scarpe per comprare le nuove, ma inserite il nuovo modello progressivamente.

Primo criterio: l'appoggio


La prima scelta è legata a come appoggiamo i piedi durante la corsa. Sottolineo durante la corsa, perché il consumo delle scarpe quando camminiamo è completamente diverso. 
Non è per nulla semplice determinare l'appoggio, ne capire poi di che tipo di scarpa abbiamo bisogno.
Per comodità si usano 3 grandi famiglie, che danno a due tipologie di scarpe: Appoggio supinatore, in cui il piede appoggia sull'esterno, appoggio neutro, dove la transizione segue una linea naturale in cui la rotazione della caviglia in appoggio non eccede verso l'interno e permette un uscita dalla rullata utilizzando tutta la parte frontale del piede e l'appoggio con eccesso di pronazione, in cui la caviglia durante l'appoggio del piede, compie un'eccessiva rotazione verso l'interno, portando l'uscita del piede più verso l'alluce.
Queste tipologie di appoggio influenza tutta la catena dinamica del corpo, dal piede, alla caviglia, alla tibia, fino al ginocchio, la parte superiore della gamba, il gluteo e la schiena.
Il punto importante è che siamo tutti diversi e non è detto che chi ha, ad esempio, un lieve eccesso di pronazione, necessiti di scarpe cosiddette stabili, per "correggere" l'appoggio, perché potrebbe avere raggiunto un equilibro naturale, dato da compensazioni, che non gli creano problemi.

Come è molto frequente che l'appoggio del piede destro e del piede sinistro siano diversi, ma non possiamo certo comprare due scarpe diverse. Come non è detto che in questa situazione la risposta sia sempre fare dei plantari.

Aggiungo un ulteriore difficoltà nella determinazione: l'appoggio in senso longitudinale, cioè se appoggiamo di tallone, oppure medialmente, oppure sull'avampiede. Chiaro che più appoggiamo davanti più l'eventuale eccesso di rotazione interna è meno determinante.

Ultima cosa da considerare: nel tempo l'appoggio può cambiare. Rafforzando la muscolatura a livello dei glutei, il core, le caviglie, l'eccesso di pronazione (che non è un errore, è un modo di correre) può diminuire, come al contrario può aumentare, anche, a volte, all'interno di un allenamento o una gara molto lunga, quando inizia ad insorgere la stanchezza.

Quindi?

Quindi determinare l'appoggio è fondamentale, ma nella scelta dobbiamo fare tutte le considerazioni di cui sopra.
Per determinare l'appoggio i metodi più efficaci sono
  • Controllare il consumo di scarpe da running utilizzate per correre
  • Piattaforme tecnologiche che valutano l'appoggio dinamico
  • Videoriprendersi durante la corsa, meglio in strada che sul tapis roullant.
Se siete supinatori o neutri andrete su scarpe per appoggio neutro, se avete un eccesso di pronazione, potreste andare su scarpe stabili. Esistono diversi tipi di modalità per creare scarpe stabili, oggi molti brand stanno eliminando il classico supporto mediale, ma stanno utilizzando metodi più legati all'intero disegno della scarpa o all'utilizzo di materiali con diversi densità, che guidino il piede nel movimento naturale più possibile. 


Secondo criterio: Drop o differenziale

In questo articolo "Il differenziale che differenza fa" ho già parlato in modo approfondito del Drop, la differenza di altezza tra il tallone e la punta della scarpa, determinato al livello dell'intersuola. 
Il drop non è però un fattore che "lavora da solo". Conta anche l'altezza da terra, ci sono modelli di scarpe che hanno drop molto bassi, ma un altezza del suolo molto alta. In questo modo viene inficiato un po' l'equazione drop basso= natural running, ma questo non vuole dire che non sia comunque una scelta valida.

Per comodità classifico i Drop in questo modo

Drop > = 10mm
Sono i modelli che potremmo definire classici, favoriscono un appoggio sul tallone (ma poi la vostra tecnica di corsa potrebbe portare l'atterraggio più sulla parte mediale). Se siete portati ad atterrare più sul tallone devono essere la vostra scelta

Drop 8 mm
Ho deciso di non metterli nella prima classe di scarpe, perchè l'abbassamento a 8 mm può facilitare chi sta cercando di fare la "transizione" verso modelli con drop bassi, ma anche chi ha una tecnica di corsa che atterra nella parte mediale. Anche qui conta molto la vostra tecnica di corsa. 
Se ci fate caso molti modelli dei brand che predilogono un approggio tradizione, che potrebbero rispondere alla vecchia classa A2 intermedie, cioè scarpe che conservano ancora un buon grado di ammortizzazione, ma hanno un profilo più basso e sono disegnate per essere più veloci, hanno il drop di 8 mm .

Drop 6 mm
Con questo drop l'appoggio è medialo o nella parte avanzata. Come dicevo prima anche l'altezza da terra influisce, ci sono scarpe molto ammortizzate, che hanno questo tipo di drop. Un compromesso che molti ritengono valido

Drop <= 4mm
Siamo portati a pensare che siano solo scarpe natural, che puoi affrontare solo se hai fatto una transizione e questa valutazione è vera, se prima si correva con scarpe da 10 o 12 mm. Però ci sono anche molti runner, che iniziano con scarpe con un drop di 0mm  e non hanno mai avuto problemi. E' vero che se abbiamo problemi ai tendini d'achille o ai "polpacci" le scarpe con drop basso potrebbero aumentare questi problemi, ma è davvero un fattore soggettivo, legato, a parere mio, più alla tecnica di corsa e soprattutto alla preparazione muscolare.
Come dicevo all'inizio, le scarpe aiutano, ma non fanno miracoli



Terzo Criterio: per cosa le userò?

In che tipo di terreno correrò? Se cerco scarpe da trail il discorso su appoggio e drop diventa meno importante, diventa fondamentale il tipo di suola, ma per le scarpe da trail scriverò a breve un articolo dedicato.
Quindi il per cosa le userò comprende: tipologie di allenamento o gara, quindi quanti km, a che andature, in che periodo dell'anno.
Come scrivevo all'inizio uno stesso modello può avere diverse "destinazione d'uso". Il consiglio (potete leggere anche questo articolo di qualche tempo fa ) è avere più modelli, la spesa è la stessa, perchè i km che farete con i modelli sono sempre quelli, un modello per gli allenamenti più lenti e lunghi e uno per i lavori più veloci. 

La mia opinione è che avere un modello più reattivo e leggero per i modelli più veloci, non è per essere più veloce, ma è per non farsi male. Avere una scarpa troppo pesante e ammortizzata per un lavoro in spinta crea un'inutile zavorra, in un tipo di corsa in cui il tempo di appoggio a terra diminuisce in cui dobbiamo spingere.
Quindi imparate a valutare, quando proverete la scarpa, al di là delle categorie indicate dai brand (che sono utili) e ai consigli del negoziante, che lavori farete con quel modello e che tipo di scarpa vi serve.
Spesso ai neofiti si consiglia di utilizzare un modello unico più ammortizzato nei primi mesi di adattamento alla corsa. Senza dubbio è un buon consiglio, ma non bisogna essere dei runner professionisti per avere due modelli. Negli altri sport si usano più "strumenti", il calcio cambiano i tacchetti, il golf le mazze, il tennis le racchette, ecc... perché nella corsa no?

Quarto criterio: chi e come sono?

Niente di Marzulliano o psicologico, ma mi riferisco alle vostre caratteristiche fisiche. Spesso si parla di peso, ma in realtà questo criterio è davvero relativo, perché conta molto di più l'andatura e la vostra tecnica di corsa.
Sul chi sono cosa conta è come è il vostro piede, se più largo o meno largo, arco plantare basso o alto,ecc... lo stesso modello, a volte, ha anche taglie diverse, a parità di numero, in larghezza. Spesso non disponibile nei negozi, ma ordinabile. Quando provate la scarpa dovete sentire il controllo, senza avere il piede strozzato. Senza dubbio qui è fondamentale anche la vostra sensazione, la vostra abitudine. Le dita dei piedi non troppo strette, ma nemmeno troppo larghe. Poi c'è la sensazione sul dorso del piede, sul tallone, insomma state comodi!

Quinto criterio: morbide o secche?

Qui entriamo nel campo dei gusti, preferite un'ammortizzazione a tutto piede o meno. Una tecnologia che regala una sensazione di morbidezza o una risposta secca. Attenzione non è detto che se sembra morbida la scarpa "spinga meno" e viceversa. E' solo una sensazione.
Oggi stanno uscendo sistemi di ammortizzazione che promettono sempre un maggiore ritorno di energia (ma bisogna spingere!), ma non è detto che sia la giusta scelta per voi. Per gestire l'energia ci vogliono piedi ben allenati, c'è chi le adora, chi preferisce un'ammortizzazione più tradizionale.


Ultimo criterio: Come le sento

Il più importante, sarebbe bello poter provare le scarpe una settimana, prima di prenderle. Non si può, quindi impariamo a riconoscerle in fretta, chiediamo di provarle in negozio. Un paio di consigli.
Provatele due volte, la sera e la mattina, i piedi cambiano durante il giorno. Se non potete scegliete all'ora l'orario in cui di solito vi allenate. Portatevi i vostri calzini preferiti da corsa.
Allacciatele bene, come se doveste allenarvi, provatele da fermi in appoggio su un piede solo, sentite la stabilità o meno. Fate qualche balzello, provatele, concentratevi sulle sensazioni. Cercate di non confrontarle con la vostra ultima sensazione della scarpa vecchia ormai scarica.
Osservatele bene, se consumate molto il battistrada informatevi sul tipo di gomma usata, sulla sua resistenza, stessa cosa se avete problemi sulla tomaia sceglietene una resistente (ormai sono tutte senza cucitura), se avete problemi di "calore" scegliete quelle più traspiranti. 

Simone 
Runner 451

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