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LE CATEGORIE DELLE SCARPE RUNNING NON ESISTONO


Il titolo potrebbe sembrare provocatorio e destabilizzante. Chiacchierando con persone autorevoli del settore riflettevamo di come, da quando la vecchia categoria delle scarpe A1......7 non c'è più, e all'onore del vero c'era solo in Italia, ci sia molta confusione nell'identificare una scarpa e ancor di più nell'identificare la scarpa giusta per il proprio piede.


Prologo

Con la vecchia categoria, al momento della scelta della scarpa, si identificavano 1 modello per 2 o 3 brand e nell'acquisto c'erano, apparentemente, meno errori. Senza dubbio si era più convinti dell'acquisto. Sapevo di dover prendere un A3 non sbagliavo, al massimo mi pentivo di un modello invece di un altro, ma avevo più sicurezze.
Poici sono stati due punti di svolta: il natural running, che ha messo un'ulteriore alternativa, ma che comunque non ha turbato la chiarezza, ha solo inserito un fattore di scelta in più. Il secondo punto è  che le scarpe ammortizzate, le vecchie A3 e dopo un po' a ruota le A4, grazie a nuovi materiali sono diventate più leggere e più performanti, senza perdere in ammortizzazione, anzi migliorandola. Probabilmente perdendo in durata, io ricordo quando riuscivo a fare 1000 km con una scarpa, oggi a 550/600 inizio ad inserire il modello nuovo, ma senza dubbio migliorando in prestazioni, dove con prestazioni non intendo solo velocità, ma intendo protezione, comodità e velocità.

Con la diminuzione del peso delle A3 e un confine, che già prima non era netto ed ora non aveva quasi più senso di essere con le A2, la categorie delle intermedie, le stesse categoria A1....7 non hanno più avuto senso di esistere.

Oggi sta poi avvenendo un terzo cambiamento: la ricerca di scarpe più performanti anche per chi pesa un po' di più e contestualmente, sempre sulla strada di avere maggiore ammortizzazione e reattività, inserimento di polimeri, di sostanze che lavorino in questo senso. In questo senso si inziano a rivedere più modelli sopra i 310 grammi, perchè se devo spingere in avanti un runner sopra gli 80Kg (e non sono pochi i runner in questa categoria), quindi con una risposta di 250 kg ad ogni passo, dovrò inserire una quantità di materiale adeguato e la stessa suola, che deve durare, ma anche "rispondere"alla spinta, dovrà avere una certa struttura. L'Ultima evoluzione da evidenziare riguarda  le vecchie A4, le scarpe stabili, utili a correggere un eccesso di pronazione o, come si dice oggi, a favorire la corsa in modo naturale a chi ha questa caratteristica di corsa. Anche qui sta scomparendo in tanti casi il vecchio sostegno correttivo per la pronazione, grazie a degli equilibri dati da diverse forme e inserimento di materiali adattivi con diverse densità che dovrebbero adeguarsi al tipo di appoggio, favorendo la naturale rullata del piede. Senza dubbio un'ottima scelta, anche perchè l'eccesso di pronazione non è sempre uguale non solo tra individuo e individuo, ma nello stesso individuo in funzione di tante variabili, tra cui lo stato di forma. Inoltre difficilmente piede sinistro e destro si comportano allo stesso identico modo.


Le categorie non esistono più

A questo punto ogni brand sta inserendo le proprie categorie e più modelli nella stessa categoria e non è semplice orientarsi. Bello perchè in questo modo c'è una maggiore necessità di investimento dei costruttori di scarpe sull'innovazione ( l'incertezza aumenta la concorrenza e non fa dormire sonni tranquilli e i tanti nuovi modelli non sono un caso) dall'altro è davvero diventato difficile fare la scelta dei modelli giusti di calzature. L'essere umano è abituato a ragionare per categorie. Le categorie ci semplificano la vita, ci aiutano nelle scelte, ma il rovescio della medaglia è che ci limitano, quando non ci sono insinuano il dubbio dell'errore dentro di noi e quando ci sono ci precludono delle scelte diverse, mantendoci su binari sicuri, ma che non ci portano a migliorare. Ieri (e ancora oggi) compro una scarpa e ho bisogno di identificarla, per decidere che tipo di utilizzo farne. Con le A3 o A4 i lunghi, con le A2 le ripetute e le gare brevi. Era (e ancora è perchè facciamo fatica a distaccarci al salvagente delle categorie) la scarpa che ci diceva come usarla, non il nostro feeling con lei, provarla, sentire come risponde. Nella terza puntata di Runner451 Video Gear Test vi avevo già lanciato lì un consiglio sulla scelta delle scarpe (clicca qui per guardarla) e anche nel MANUALE D.O.C. Deviato Ottusamente per la Corsa ho dedicato due capitoli alla scelta e all'uso delle calzature: le categorie non esistano più ed era ora! 
Chiaro restano le coordinate per orientarsi:
  • Che scarpa ho usato fino ad ora e come l'ho consumata
  • Quanti km corro settimana/mese
  • Andatura media
  • Utilizzo delle scarpe, tipo di terreno, gara/e che sto preparando 
  • Quanto peso
  • Quanto sono alto
  • Che tipo di tecnica ho quando corro, che tipo di appoggio prediligo in senso longitudinale (retro, mediale, avanti)
  • Che appoggio ho in senso laterale (supinatore, neutro, pronazione, che tipo di pronazione, non è detto che se eccedo abbia bisogno di correzione)
  • La forma del mio piede, largo, stretto, dorso alto, arco alto o basso, le dita del piede
  • Allacciatura
  • Sensazioni che ho nel provarle, ma non solo da fermo: le metto, provo a fare piccoli squot monopodalici per sentire la tenuta, ci cammino, chiedo di correrci un po', le tolgo, le rimetto,le provo la sera o la mattina? Il piede cambia...
  • Mi piace la risposta secca o morbida, ma è davvero secca o morbida? (Sentite quello che vi dico nel video)
  • Colore...no il colore no dai, se potete scegliere bene, ma dai l'ho messo per ridere...
  • Prezzo (la corsa è uno sport economico risparmiate su tutto e se potete fatelo anche sulle scarpe, ma scegliete sempre i modelli che sentite migliori per voi, al di là del prezzo.

Epilogo?

Le categorie non esistono più e forse non esistevano nemmeno prima (se ci pensate nel trail è già un po' così), i brand giustamente continueranno a classificare la loro gamma e questo è un bene, è comunque una linea guida, ma usiamo le classificazioni come cartina torna sole, usiamola dopo e non prima: esistono tanti modelli di scarpe valide, da provare e riprovare, meglio usare più modelli insieme (non 4 scarpe alla volta ovviamente), per favorire gli adattamenti muscolari (leggi ne parlavo in questo articolo) e gestire al meglio la durata delle scarpe, però finalmente siamo noi che scegliamo la scarpa e non la scarpa che si fa scegliere da noi, prendiamo in mano (anzi nei piedi) il nostro destino di runner e guidiamolo al meglio. Ogni piede ha davvero la sua scarpa, non la sua categoria!
Buone corse
Simone
Runner 451