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LIMITI OVVERO QUANDO I LIMITI SONO IL MOTORE DELLA VITA




Roberto e Federico prima di tutto sono due uomini. Poi sono due sportivi. Sono due persone che amano fare della loro vita una cosa straordinaria, che ci insegnano che i nostri limiti non ci devono spaventare, ma ci devono incoraggiare a vivere al 150% la nostra vita.  Spesso utilizziamo i limiti come alibi, è umano, è la via più facile e forse a volte serve per tirare il fiato. Quando eccediamo in questa pratica però perdiamo delle occasioni. Federico e Roberto ci insegnano come fare. Due uomini, due sportivi e due persone che nel loro destino hanno avuto un ostacolo, un limite, da cui non sono fuggiti, ma lo hanno preso come slancio. Non sto dicendo di andare in Bolivia e non sto dicendo che chi ha avuto una disgrazia se si debba sentire fortunato. No non deve, è una sfiga tremenda. Però, come di Velasco " la realtà è come è e non come vorremmo che fosse" e quindi possiamo scegliere, davanti ad un problema, piccolo o grande che sia (che poi la dimensione di un problema è sempre molto personale): o subirlo o fare ancora meglio.

Possiamo leggere questa storia nel libro <<LIMITI , CRONACA RIFLESSA DI VIAGGIO "GAMBA IN SPALLA" >> dell'amico Federico Blanc e di Roberto Bruzzone (conosciuto dai più come Robydamatti), Edizione Deicammini.
Vi lascio alla sinossi del libro e alla parole di uno degli autori, Federico.
Simone Runner451

SINOSSI

Roberto Bruzzone, noto ai più come Robydamatti, il camminatore con la gamba in spalla, è un giovane uomo che qualche anno fa, a seguito di un incidente in moto, ha perso una gamba, ma non per questo ha smesso di scalare montagne e di camminare per il mondo. Al rientro dalla sua ultima avventura - 2.000 chilometri di strade e sentieri sulle tracce degli Inca, tra Perù e Bolivia - ha mostrato il suo diario di viaggio all'amico Federico Blanc, anch'egli paratleta, e insieme hanno deciso di trarne un libro emozionante e divertente, in cui ci raccontano in modo pragmatico e non retorico come un disabile, pur faticando a ritrovare se stesso, possa gradualmente riappropriarsi della propria vita e contagiare il prossimo con il suo entusiasmo. Un libro che, parlando di dislivelli superati, eventi atmosferici e incontri inaspettati, può dare a tutti noi una gioiosa lezione sulla differenza che passa fra vivere e sopravvivere.


 

PAROLA AGLI AUTORI

Il modo più semplice per descrivere il nostro primo libro sarebbe forse dire che si tratta del diario di viaggio dell’ultima avventura estrema di Roberto (a.k.a. Robydamatti, il camminatore con la gamba in spalla) che nel 2015 ha camminato in autogestione per circa 2.000 Km in soli 4 mesi sulle Ande, lungo gli antichi sentieri dei Maya, insieme all’amico di infanzia Chicco.





In realtà quella del diario è l’occasione per raccontare un po’ di me e di Roby e di come, sul più bello di una vita apparentemente piena ed appagante, abbiamo dovuto fare i conti con l’esito indesiderato di una passione (la moto per lui, il parapendio per me): la “disabilità”; una possibilità “generosa” che il destino ha deciso di offrirci anziché abbandonarci lì inerti … Sì, “generosa”, perché alla vita bisogna guardare da ottimisti!

All’inizio erano solo riflessioni personali che avevo dentro da un po’. Ho avvertito la necessità di riversarle sulla carta, nero su bianco, ed è stato automatico affiancarle alle tappe fondamentali del cammino di Roby che mi avevano aiutato a tirarle fuori.
Scrivere aiuta a mettere ordine e a dare chiarezza ai pensieri e alle emozioni … quelle stesse emozioni che ora iniziano a contagiare i lettori e ad accompagnarli a poggiare il primo passo del loro viaggio “gamba in spalla”.

Dopo l’incidente in moto e a seguito dell’amputazione, la passione per i motori e per la velocità di Roby si è gradualmente trasformata in passione per il cammino e per la lentezza: una passione forte e contagiosa! Il contatto con la natura e le continue sfide con se stesso lo rendono vivo e appagato.
Cari “runners”, … vi ricorda qualcosa? 

Quello di visitare i siti archeologici delle Ande, tra Perù e Bolivia, è stato un sogno coltivato a lungo e, quando gli astri si sono allineati in maniera favorevole, si è materializzato sotto al segno inconfondibile di “Robydamatti” il camminatore con la “gamba in spalla” ( per info. : www.robydamatti.it ).
Un cammino lungo 2.000 Km, tra strade, ponti, sentieri, dislivelli e rettilinei, preceduto da una grande preparazione e caratterizzato da tante “piccole avventure nell’avventura”.
Persone speciali e simpatici cagnolini si sono affiancati di tanto in tanto lungo il cammino fatto anche di momenti molto difficili, di fatica, dolori e … fame! (Neanche stessero correndo che so … una maratona?)
Non sono mancati una tappa in ospedale ed un lungo silenzio che hanno lasciato i “follower” con il fiato sospeso per giorni.



Dopo due ascese del Gran Paradiso, il “Camino de Santiago de Compostela” l’ascesa del Monte Kilimanjaro, la traversata dell’Islanda, dopo aver raggiunto le sorgenti del Gange, asceso il monte Aconcagua, attraversata della Corsica da Nord a Sud ed il deserto del Namib in soli 8 giorni,  Robydamatti ha portato a termine una nuova sfida per nulla scontata, ha vissuto l’ennesima avventura  coinvolgendo e contagiando tante persone che grazie a lui riescono a riscoprire la fiducia in se stessi e a trovare la certezza che i traguardi si raggiungono con sacrificio e dedizione e che i limiti si possono sempre spostare un po’ più in là.

Per compiere il mio destino, anziché la moto, io ho scelto il parapendio … 
Dopo la rovinosa caduta sono seguiti cinque anni di infezione, tribolazioni, interventi chirurgici ed esperimenti.
Poi ho detto basta! Ho alzato la testa, preso un bel respiro e deciso di presentarmi alla linea di partenza e correre la gara della vita! 

Ho scelto l’amputazione, ho scelto di riprendere il controllo e le redini della mia esistenza.

Uscito dall’ospedale con una gamba in meno e tanta determinazione in più, in poco tempo ho cambiato la mia vita: sono rientrato in Italia dopo anni di lavoro all’estero, ho cambiato tipo di lavoro, ho preso una seconda laurea in architettura (sono ingegnere), ho ricominciato a camminare grazie ad una protesi, ho ripreso ad andare in bici ed ho scoperto il Sitting Volleyball (la pallavolo per tutti) sport paralimpico, praticandolo fino a diventare, nel 2016, capitano della nostra squadra Nazionale. 
Ma la cosa di cui vado più orgoglioso è l’aver iniziato a riordinare le priorità e a dare il giusto peso agli eventi quotidiani che caratterizzano la vita. Sono troppe le volte in cui ci lasciamo abbattere dalle piccole sconfitte quotidiane dimenticando il valore delle grandi cose che già abbiamo.

Che dire altro?

LIMITI – cronaca riflessa di un viaggio “gamba in spalla”, è la lettura semplice e non retorica per tutti coloro che (runners o no …) scherzando, fanno le cose sul serio! 
È tempo di mettersi in viaggio … è tempo di dedicarsi a se stessi e magari di affiancarsi ai camminatori con la “gamba in spalla” lungo un cammino diverso e coinvolgente, in cui attraverso i valori della disabilità intesa come diversità e ricchezza, potremo riscoprire il naturale ordine delle cose e dare il giusto peso ai fatti della vita.
Buon cammino e … buona corsa!