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ELISA TRE MARATONE, UNA 50 KM, LA 100KM E TUTTO IN 2 MESI





Più volte abbiamo detto come 451 faccia riferimento alla temperatura °F a cui brucia la carta, un elemento così fragile, ma in realtà così resistente. Un'impresa straordinaria, come tanti di voi
compiono ogni giorno, quella di riuscire a dare vita alla propria passione incastrandola con tanti impegni della vita, il lavoro, la famiglia e tutti gli altri obblighi e non che riempiono la vita quotidiana.

La storia di Elisa è una storia speciale, in cui molti di voi si possono riconoscere, ma in cui tanti altri possono trovare ispirazione, un esempio, anche e soprattutto in quei periodi in cui si è molto stanchi e ogni impegno di cui sopra diventa un alibi, per quanto reale, che ci porta ad abbandondare il running o qualsiasi altro hobby che abbiamo. Diventa più forte la pigrizia e perdiamo dai nostri radar quella bella sensazione di appagamento che solo lo sport riesce a dare.


Elisa, 40 anni, romagnola, mamma di due figli, lavoratrice, quest'anno ha corso due maratone in 8 giorni, 3 in totale nel mese di aprile, intervallate da una 50 km e, dopo un mese, la 100 km del Passatore. Non è un esempio di come pianificare al meglio gli allenamenti forse, ma sicuramente è un esempio di tenacia, di passione, di costanza e un po', parafrasando il mio libro, di deviata  per la corsa.

Come per tanti, anche per la nostra runner la corsa, anni fa, era la cosa più lontana da lei: "ero convinta di non avere fiato, ma mi sbagliavo". (Precisiamo una volta per tutte che, a meno di patologie, potenzialmente "il fiato" lo abbiamo tutti, va solo scoperto e allenato Nda).

Ad inizio 2012 era già da un po' che con metodo e costanza Elisa si era data alla camminata, un giro di 5 km che ripeteva diversi giorni alla settimana, per stare in forma. Spronata dal marito "ma perchè non fai muovere quelle gambe" ha iniziato ad alternare tratti di corsa a tratti di cammino. "Ricordo ancora con emozione il giorno, era marzo, che sono riuscita a fare quel giro di 5 km tutto di corsa, ero letteralmente commossa!". Un mese dopo correva la sua prima "non competitiva" di 10 km e 6 mesi dopo la sua prima mezza maratona.

Un anno dopo un altro traguardo, la sua seconda bimba. Nel periodo della gravidanza ha sospeso la corsa, continuando a camminare, ma solo due mesi dopo il parto era già tornata in pista.

Oggi Elisa ormai ha corso 8 maratone, la prima nella sua Russi, La Maratona del Lamone, che dal 2015 corre ogni anno, poi Roma (2 volte), Reggio Emilia e Rimini. Tutte competizioni in città con la "R" quindi abitanti di Rotterdam o di Reykjavik preparatevi...


Il 2017 è stato l'anno un po' pazzo e che la podista romagnola non dimenticherà facilmente. "Nel 2016 avevo accompagnato per un pezzo una cara amica durante il Passatore e lì ho deciso che l'anno prossimo l'avrei fatta anche io". Per prepararsi ha preparato anche i suoi primi supporter, la sua famiglia, dicendo che nella primavera del 2017 avrebbe fatto diverse maratone. Il 2 aprile Roma, il 9 aprile Russi(Ra), il 25 aprile la 50 Km a Castel Bolognese (RA) e il 30 aprile Rimini. "Dopo Rimini mi ero accorta di aver esagerato, avevo le gambe dure come il legno e ho passato i giorni che mi separavano dal Passatore allenandomi poco per paura di farmi male". Sicuramente il carico di Elisa è stato eccessivo, questo però è soprattutto un esempio di come la testa sia fondamentale sia positivamente, perchè quello che ha fatto, incastrandolo con lavoro (Elisa lavora su turni 5 giorn su 7 a rotazione) e famiglia non si fa senza una grossa determinazione, ma anche negativamente, perchè la paura acutizza i dolori e il maggio 2017 è stato un mese caratterizzato da "ansia da prestazione".
Tanto è vero che poi nella 100 km liberando tutte le energie nervose, oltre ad aver vissuto un'esperienza che Elisa definisce "perfetta, perchè è andato quasi tutto come avrei voluto", ha ritrovato, nei giorni successivi, uno stato psico fisico ottimale.

Anche la corsa è uno sport di squadra. La squadra di Elisa è ampia: la sua famiglia che la supporta (il marito l'ha "scortata" più volte in gara e le figlie tifano sempre per lei e sono piene di entusiasmo quando esce a correre) e il gruppo di Runner con cui ha affrontato diverse gare tra cui il Passatore "senza qualcuno che ti accompagna e con cui condividere è difficilissimo riuscirci". Lei c'è riuscita, in 15h27'.


Carissimi tutti noi abbiamo tanti impegni nella vita, momenti sì e momenti no ed è bello avere esempi, come questo, che ci aiutino ad uscire dalla nostra zona di comfort e che ci trascinino a vivere al 100%.
Vi lascio con parte del racconto di Elisa, preso dal suo post subito dopo la 100km.
Simone
Runner451

"100km del Passatore, il mio primo Passatore, tanto desiderato, mesi e mesi di allenamenti e finalmente quel giorno è arrivato. Già da Faenza al mattino in stazione l' emozione era forte, un treno pieno di ciclisti accompagnatori e di podisti ma soprattutto pieno di sogni e speranze. Una Firenze calda e gremita ci ha ospitato fino alla partenza, tanti gli amici incontrati e tante le parole di conforto dette ancora prima di partire perché tanto lo sai già che il Passatore non è una corsa ma un viaggio in cui può succedere di tutto. Caldo in salita, freddo sulla Colla, la discesa spacca gambe, il male ovunque che non ti permetteva più di correre ma quel traguardo doveva essere mio ad ogni costo. Un magnifico cielo stellato era il nostro tetto, le lucciole nostre compagne di viaggio finché non ci ha sorpreso un'alba spettacolare che ci ha accompagnato fino a quel traguardo tanto atteso. Siamo partiti in 4 e siamo arrivati in 4. I miei compagni di viaggi, persone speciale, uniche, Elisabetta, Cristian e Giuseppe vi voglio bene! Grazie per questo viaggio meraviglioso che porterò con me tutta la vita. Grazie Dennis per avermi sopportato in tutti questi mesi di tensione e stanchezza e per essermi stato vicino per tutta la notte.Grazie al mio super babbo che mi ha accompagnato a Faenza e mi diceva che non si poteva mollare tanto ormai era fatta e che in 40 anni non avevo mai visto piangere di gioia! [omissis...].A Gioia che venerdi sera mi ha baciato e mi ha detto che se anche non ce la facevo era lo stesso, a Sofia che mi ha detto mamma ti faccio un disegno per la 100km, siete la mia vita. A tutti quelli che mi hanno pensato nella notte piu intensa ed emozionante della mia vita. Un sogno realizzato"