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Il Passatore: 100 km per sentirsi eroi e nella storia

Immagine tratta dal sito 100kmdelpassatore.it


Il Passatore, una figura quasi mitologica del XIX secolo, più volte paragonato, impropriamente, a Robin Hood, perchè in effetti rubava ai ricchi (ai poveri cosa avrebbe potuto rubare?), ma il bottino se lo teneva per se e la sua banda, anche se ovviamente elargiva qualcosa ai meno abbienti, più che altro per comprare il loro silenzio. Fu ucciso, all'età di 27 anni, nella zona di Russi (RA), da un militare dell'esercito pontificio. 

Eppure è diventato un mito, perchè abbiamo sempre bisogno di eroi.

I veri eroi per me sono quelli che hanno affrontato e affronteranno la Firenze - Faenza, 100 km durissimi. Credo che non si possano non nominare prima di tutto chi l'ha vinta più volte, tra gli uomini Melito, Coletti, Belocq, Kononov (6 volte), Giorgio Calcaterra, che ha vinto le ultime 11 edizioni, tanto che fra un po' potrebbero ribattezzarla la 100 km del Calcaterra. Tra le donne ricordiamo Randi, Cartona, Petrova, Drescher, Costetti, Casiraghi, Carlin, Vrajic, Sustic. Spero di non aver fatto torto a nessuno\a non avendo messo la lista di tutti i vincitori e vincitrici.

Però il Passatore è, al di là della competizione e di chi si gioca il podio, una gara con se stessi e, badate bene, non contro se stessi. Una gara dove rimanere in gruppo è utile, dove avere qualcuno che pedala vicino a te può essere d'aiuto, ma dove ad un certo punto si è da soli, una gara capace di farti capire tanto di te stesso. Una gara che per molti inizia di giorno, con il sole, con il caldo, e che poi si tuffa nella notte, nell'umidità, nelle luci artificiali dei lampioni e per alcuni finisce dopo una nuova alba. Una gara in cui provi ad immaginare l'arrivo di Piazza del Popolo, quella Piazza che sei andato a visionare nelle giornate precedenti per imprimere forte nella mente l'obiettivo e che durante i km idealizzi, cambi, come quando la mattina provi a ricordare un sogno e non sai più se alcuni particolari sono tue rielaborazioni o sono quello che hai sentito davvero.

Una gara in cui ci sono due salite e due discese, dove l'entusiasmo è un'arma a doppio taglio, perchè rischia di farti partire troppo forte e, quando arrivi ai quasi 1000 metri del Passo della Colla, ti senti ancora bene e credi di potercela fare, credi che il peggio sia passato, invece é lì che inizia il difficile, una lunga lenta discesa fino a Faenza, lì probabilmente non è ancora iniziata la gara. Mancano ancora 52 km e chi è esperto lo sa: in salita si fa fatica, ma è in discesa che è la vera sfida. La discesa è una falsa amica, è come la Maga Circe di Ulisse, che ti incanta illudendoti che le tue gambe girino con più facilità, ma intanto le trasforma, come Circe trasformava gli uomini in animali. Il lavoro eccentrico delle gambe è deleterio per i muscoli e riuscire a resistere a Circe significa non lasciarsi andare troppo, controllare la corsa, senza frenare "con il culo indietro", ma cercando una sintonia con la forza di gravità, dandole la mano, senza darle tutto il braccio. 

C'è chi si prepara al Passatore con una preparazione sommaria e la finisce bene. C'è chi si allena curando ogni particolare e si ritira, perchè non si corre solo con le gambe, ma anche con la testa. Ricordatevi che è una sfida, ma anche una festa, nessuno vi giudica e nel caso falliste avrete imparato qualcosa per la prossima volta. In ogni caso preparatevi al meglio!



Si parte dalla storia, da Piazza della Signoria, si sale verso Fiesole e Vetta delle Croci, le pendenze sono impegnative, ma ancora si è freschi, poi si scende verso Borgo San Lorenzo, siamo ad un terzo della gara, ma la gara no non è ancora davvero iniziata. Qui si inizia a salire verso La Colla. Sì l'ho detto, il problema è la discesa, ma l'impegno muscolare della salita è importante. Alimentarsi, godersi il paesaggio, non avere fretta e mantenere un ritmo costante. Se siete alla prima esperienza (ma anche alla decima) ricordate che camminare non è vietato. Ecco La Colla, poi si scende, prima con pendenze importanti, poi in modo sempre più dolce. Marradi, mancano ancora 35 km. Questo è un punto importante. La nostra testa deve essere in grado di coniugare due pensieri: sono stato bravo, ho già fatto 65 km, sono a due terzi della gara, ma attenzione ne mancano ancora 35 di km. Quei 35 km che sono la classica distanza in cui si rischia di sbattere contro il muro nelle Maratone. Qui viene fuori l'allenamento, i molti lunghi fatti, anche i doppi lunghi fatti in due giorni consecutivi, gli allenamenti ad un ritmo tra il lento e il medio per migliorare la potenza lipidica. Qui viene fuori quanto è stato importante alimentarsi e dissetarsi per tutta la gara. Qui inizia la gara e qui siamo soli, nessuno sente come stiamo, qui inizia la gara con se stessi. Bisogna ragionare passo per passo, pensare che ce la possiamo fare, la testa non è tutto, ma è davvero molto. 

Fognano, mancano 15 km, quei 15 km che abbiamo fatto tante volte anche solo per scarico e ora diventano fondamentali. Il paesaggio si fa meno isolato, ma 15 km non sono ancora pochi, ormai ogni metro non è poco, ma noi teniamo duro. Brisighella, che ci accoglie con la sua Rocca e la torre dell'orologio, mancano 11km. Potrete vedere qualcuno che abbandona qui, perchè quando le gambe non rispondono, non rispondono. Ma voi no, non mollate, non fatevi condizionare, applaudite i vostri compagni che non ce l'hanno fatta, perchè sono stati comunque bravi e meritano rispetto. Pensate al traguardo è lì, in meno di un'ora (o magari anche poco più), però è lì. Scivolate verso la città Manfreda...entrate anche voi nella storia. Faenza, gli applausi, le voci, i vostri cari che vi aspettano. Sorridete, quella foto la conserverete per sempre. Anche voi Eroi del Passatore.
Runner451