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RACCONTI DI CORSA: Giovanni e la corsa




Runner451 vuole dare l'opportunità ad ognuno di voi di partecipare alla scrittura di una vera e propria storia. Qui di seguito troverete l'inizio di un racconto inedito, con ovviamente protagonista la corsa. Ognuno di voi potrà scrivere le parti successive. L'invio della seconda parte è da effettuare entro il 15 aprile a info@runner451.it sceglieremo al massimo i 3 migliori racconti, pubblicando il nome dell'autore. Si andranno quindi a creare 3 filoni diversi, 3 storie diverse. Dopo il 15 aprile altri autori potranno decidere di mandare il contributo della terza parte, scegliendo il filone (o i filoni preferiti creando più racconti). Ogni volta il racconto non potrà superare le 500 parole e i migliori saranno scelti a nostro insindacabile giudizio. Anche se non partecipi alla seconda parte, potrai farlo in quelle successive!Alla fine avremo tante storie di corsa, scritte da voi. Quindi avanti a chi ha voglia di scrivere, chi lo ha sempre sognato, chi lo ha sempre fatto. Decidete se dare un taglio divertente, di un giallo, di un racconto di sudore e passione, un romanzo rosa. Spazio libero alla fantasia!

Con l'invio si chiede di specificare l'autorizzazione ad usare il blog a pubblicare il racconto sul sito e sulle pagine social corrispondenti

MANDA IL TUO RACCONTO a info@runner451.it con l'autorizzazione alla pubblicazione il tuo nome e la tua città




Ogni mattina la sveglia di Giovanni non era facile, il suo sonno non era facile. Addormentarsi non era il problema, bastava appoggiare la testa al cuscino, pensare che non avrebbe mai preso sonno e il gioco era fatto, in pochi secondi scivolava tra le braccia di Morfeo. Poi puntualmente, in mezzo alla notte, gli occhi si aprivano. Ormai lo spiraglio di luce che filtrava dai battenti era il suo amico notturno. Lo guardava, gli sembrava cambiasse, ma gli serviva ad allontanare i brutti pensieri. La pesantezza delle gambe era l'altra amica immancabile, insieme a quel peso sulle spalle, un peso fedele, che lo accompagnava non solo la notte, ma in molte fasi del giorno. La sveglia non era facile, perchè non era una sveglia, era una fase senza fine di orologio guardato più volte, cuscino girato e rigirato, la voglia che arrivi l'ora di alzarsi, ma anche una stanchezza infinita che come delle cinghie non permettevano a Giovanni di alzarsi con quella leggerezza che tanto lo avrebbe fatto stare bene. Era l'anno 2010, Giovanni aveva 42 anni, una moglie, 2 figli, un lavoro che valeva per 3, "il calore di una Benson and hedges" (cit.) a scaldarlo ogni ora, un abbonamento completo alla tv satellitare, un divano accogliente a forma di...Giovanni. 

Una domenica di aprile Giovanni e famiglia uscirono di casa alle 11.30 del mattino, destinazione casa dei suoceri. Ma prima sosta pasticcini, un disegno visto e rivisto 2 domeniche al mese. Quello che però piaceva a Giovanni era che le strade la domenica erano libere, ma quella domenica, quella maledetta domenica no. "Cosa è successo?", era tutto fermo, cartelli gialli di deviazione temporanea. Non capiva, eppure non aveva letto di blocchi del traffico. All'improvviso mentre malediceva l'Italia, il buco dell'ozono e la suocera, guardando fuori dal finestrino per prendere un po' d'aria, ebbe l'illuminazione "Guarda questi sfigati in calzoncini, no, ma no, è la domenica della Maratona!". Un calore importante salì verso la testa dell'uomo, e come un fulmine il calore corse velocemente alle mani, pronte a sfogare quello che ogni uomo italico cova nel cuore: attaccarsi al clacson. Che bello, una soddisfazione, come andare in bagno dopo 3h che la tieni, come quando dopo 5 ore di nausea in barca scendi a terra, come il goal di Grosso ai Mondiali del 2006. Dopo qualche decina di secondi la moglie prese la mano di Giovanni fermandolo, lo fece respirare. Alla fine arrivarono con mezz'ora di ritardo dai suoceri, non tutti i male vengono per nuocere. Ah no, anche domenica scorsa la suocera ci ha tenuto a ricordare il ritardo di 7 anni fa...

Lunedì mattina Giovanni entrò in ufficio, sereno come la Clinton la sera in cui è stato eletto Trump, come tutti i lunedì mattina. "Ehi Giovanni, come stai" - " humhmhm". Era Filippo, sorridente. "Che cazzo ridi", si chiedeva Giovanni, che sperava di averlo evitato con il suo gentil ossequio. " Gio hai visto ieri la Maratona, sai ho chiuso in 3 e 30". "3 e 30? Che cos'è? Il prezzo di due caffè e una pasta?". "Dai Gio ma non sei venuto a fare una corsettina? Ti farebbe bene, con quella faccia lì". "Perchè, cosa ha la mia faccia? No non rispondere, per colpa vostra mi si è rovinata la domenica, e stanotte non ho dormito niente". "Ti si è rovinata la domenica???" chiese stupito Filippo. " Sì mi avete fatto fare tardi, bloccate la strada, ma andate a correre al parco, in tondo,". Filippo non continuò, aveva capito che non c'era trippa per gatti. 
Ore 13:00 Giovanni si recò nella mensa aziendale, prese le farfalle con panna e piselli, e una cotolettina, quartino di rosso e una mela, per dare una svolta di leggerezza al pranzo. Si sedette di fronte a lui il suo capo, il Dott. Guidoni. "Buongiorno Giovanni come sta?". Dire male al capo non andava bene, dire bene poteva essere rischioso. " Le cose procedono Dottore, grazie." "Bene, bene...senta ieri c'era la Maratona in città, ha visto?". " Ah sì? No guardi ero via con la famiglia", una bugia bianca per evitare ancora di sentire parlare dei pazzi in calzoncini. "Sì, sì e io ero lì, sa mia moglie corre e io ho iniziato seguendo lei, ci divertiamo insieme, la mia vita è migliorata. Immagino che anche per lei stare in forma sia importante". Giovanni nicchiò " Sì certo, guardi una volta a settimana un calcetto con amici, anche se ultimamente (erano 4 anni che non ne faceva uno) facciamo più fatica, sa il meteo". Il capo lo guardò strano "non giocate al chiuso?". " Sì certo, però sa poi i figli, lavori a casa..." Giovanni si sentiva di essersela cavata. "Ok ok, ho capito" Disse il Dott. Guidoni. "Comunque bene che lei fa già movimento, ieri ho avuto una grande idea, formeremo un team di runner dell'azienda e faremo insieme la maratona che ci sarà nuovamente fra 6 mesi, lei come rappresentante importante non pu rifiutare". "Non posso?" . "No perchè vorrebbe....non è che vorrei che lei mi affiancasse alla Coppa Kobram di Fantozzi, però non crede anche lei che sia una fantastica opportunità di fare team?". Giovanni non sapeva come rispondere, era scacco al Re, anzi scacco al Pirla. "Dottore certo, però sarà difficile coinvolgere i colleghi". "Difficile? Ho già 7 adesioni, manca solo Lei, ok è deciso, domani sera dopo lavoro si inizia!"

....bene e adesso come continuerà la storia? Ognuno di voi potrà partecipare con la seconda parte della storia, da inviare a info@runner451.it entro sabato 15 aprile. 
La parte che invierete non deve superare le 500 parole!