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I 3 PRINCIPI



In un'era lontana esisteva un piccolo villaggio. Gli abitanti erano sereni, vivevano in una felice armonia, cullati dalla certezza dello scorrere naturale del tempo e di quella di essere l'unico villaggio sul pianeta. Difatti, fattore non trascurabile, questo villaggio era situato all'interno di un cratere spento di un vecchio vulcano,nella profondità di una montagna altissima circondata da decine km di bosco. Il sole c'era per 6 ore al giorno e nelle altre ore i bagliori o il crepuscolo spegnevano la giornata. Per gli abitanti non c'era altro, erano sicuri di esserci solo loro. Vecchie leggende parlavano di altri villaggi, terre sconfinate, ma nessuno si era mai preso il disturbo di verificarlo o nemmeno di crederci. C'era una favola famosa tra i bambini che narrava di un castello situato ai margini della foresta, che circondava la montagna, governato da una dinastia di re valorosi. La storia era parte della tradizione del villaggio, aveva cullato i sonni di generazioni. Nel villaggio viveano 3 ragazzi, amici, che sin da bambini credevano  che la favola dei tre principi non fosse solo fantasia. I 3 amici si erano dimostrati sempre irrequieti e più curiosi degli altri. Passavano i loro pomeriggi di gioco a fantasticare una via, a spiare, nelle fessure della montagna, il bosco, ma purtroppo, ogni giorno era uguale ad un altro, tramite le frasche vedevano solo kilometri sconfinati di verde. Un giorno uno di loro disse:<< per trovare il castello, perchè io credo che che il castello esista, dovremmo saper volare>>. A quella affermazione un altro replicò:<< mandiamo il nostro falchetto!>>. Sì perchè i 3 amici, pochi mesi prima, raccolsero un falchetto caduto da un nido e lo salvarono. Lo nutrirono e, avendo visto tante volte come i falchi femmina si erano presi cura dei piccoli, gli insegnarono a volare, lasciandolo cadere da un punto alto della parete interna della montagna che conoscevano bene. Era, in effetti, tradizione del paese allevare falchi, utilizzati per la caccia e per giorno. Gli amici scrissero un messaggio :<< siamo 3 ragazzi del villaggio della montagna, se esistono altri paesi indicateci la via, vogliamo vedere se esiste davvero il castello del re >>. Avrebbero legato il messaggio alle zampe del falco e lo avrebbero lanciato dalla cima della montagna, sperando che un giorno sarebbe arrivato sin dal leggendario Re. Una mattina, invece di andare a scuola, partirono insieme al falco appoggiato sul braccio e affrontando ore e ore di viaggio, arrivarono, non con pochi graffi e tagli, vicino all'orlo del cratere. Salutarono il loro amico e gli pregarono di realizzare il loro sogno. Il falco partì e i ragazzi tornarono a casa, subendo le ire dei genitori preoccupati per la temporanea sparizione. Il falco volò per mesi e mesi. Ovviamente non sapeva dove andare nè perchè lo avessero lasciato andare. Anzi non ci pensava nemmeno. Cacciava, dormiva e volava.

Un pomeriggio il falco, in caccia di un piccione, arrivò sopra alcune case, lo catturò, ne fece il suo banchetto e si prese il meritato riposo proprio sopra la torre del castello. Il castello esisteva, ma i ragazzi non potevano saperlo. La fortuna fu anche che nel reame c'era una passione per i falchi. Una guardia si avvicinò. Il falco, abituato alla presenza umana, non si spostò e si lasciò prendere. La guardia notò un rotolo legato alla zampa del falco, lo prese e , colpito, lo portò sino al re.
Il re, che era un uomo saggio e molto curioso, lesse e rilesse quel messaggio pensando a cosa fare. Ebbe un'idea. Un'idea che poteva risolvere un dubbio ancor più grande: a chi lasciare il trono. Difatti purtroppo non poteva avere figli e avrebbe voluto lasciare il suo trono ad un vero condottiero, ad una persona valorosa, ma anche attenta e capace di guidare un reame. Quindi indisse una sfida rivolta ai 3 giovani più valorosi del reame: avrebbero dovuto trovare singolarmente questo villaggio e portare ognuno un solo ragazzo, sano e salvo, sino al castello. Chi avrebbe compiuto l'impresa per primo sarebbe diventato, alla morte del sovrano, il nuovo re. I 3 "principi incaricati" partirono, ben consci dell'opportunità che gli era capitata.

Il primo partì a cavallo, viaggiò 10 giorni e trovò il villaggio. Al suo arrivo la gente del villaggio, dopo aver smaltito lo stupore, gli riservò una grandissima festa. I 3 ragazzi del villaggio, felicissimi, chiesero di andare con lui, ma lui disse che poteva prenderne solo uno e scelse quello che sembrava più forte fisicamente. Per il viaggio di ritorno il principe rimase sul suo cavallo e il ragazzo del villaggio lo seguì a piedi. Tutto il viaggio fu caratterizzato dal principe che sgridava continuamente il ragazzo perchè restava indietro. Ogni giorno egli gli dava un traguardo da raggiungere e il ragazzo non riusciva a raggiungerlo. La sera era sempre un processo per il povero ragazzo del villagio. Mille peripezie : caddè in un buca piena di fango, incontrò animali mai visti che non sapeva affrontare, mentre il principe a cavallo continuava dritto per la sua strada, senza voltarsi, con l'ansia di arrivare per primo e diventare Re. Non si guardò mai indietro e, un giorno, non si accorse che il ragazzo non c'era più, nessuno ne seppe più nulla. Dalla vergogna, il principe, non tornò mai al Castello.

Anche il secondo partì a cavallo e arrivò il giorno dopo il primo. Ci mise più tempo perchè studiò benissimo il percorso. Sapeva bene che dovevano arrivare sani e salvi. Anche per lui ci furono festeggiamenti e anche lui disse che poteva prendere solo uno dei due amici rimasti, scelse quello che sembrava più atletico. Anche lui rimase sul cavallo e il ragazzo dietro. A differenza del primo però gli diceva ad ogni passo dove mettere i piedi. <<Ho studiato il percorso, devi fare come ti dico io, arriveremo>>. Purtroppo però nel dare indicazioni non si accorse di un buco dove cadde con il cavallo e morì. Il ragazzo del villaggio non sapeva più cosa fare, si perse e anche di lui nessuno  seppe più nulla.

Il terzo principe partì a piedi. Arrivò dopo 22 giorni. Studiò il percorso. Arrivato anche per lui i festeggiamenti. Il terzo ragazzo, che aveva perso le speranze di poter partire, gli disse:<< domani partiamo?>>. Lui gli disse :<<Partiremo quando saremo pronti>>. Infatti passarono 10 giorni dove il principe spiegò cosa aspettava all'arrivo al ragazzo, come era il percorso, cosa avrebbero dovuto affrontare e gli disse:<< io ti guiderò, metterò a tua disposizione la mia esperienza. Tu dovrai mettere a mia disposizione la tua attenzione e la tua fiducia. Sappi che l'unico modo per arrivare è che tu sappia muoverti in autonomia e che allo stesso tempo tu sappia ascolare i miei consigli. Anche io dovrò ascoltare i tuoi consigli e le tue esigenze. Nel  viaggio per arrivare fino a qui ho capito che c'è sempre da imparare>>. All'undicesimo giorno partirono. Il viaggio fu durissimo, ci furono molti inconvenienti. Ogni sera il principe chiedeva al ragazzo cosa avesse imparato e, allo stesso tempo, gli sottolineava i suoi errori consigliandoli, non dandogli soluzioni, ma facendogliele capire. Con il passare dei giorni il ragazzo era sempre più abile ad affrontare le sfide del bosco. I 2 arrivarono al Castello dopo 18 giorni, 4 giorni in meno rispetto al viaggio d'andata del solo Principe. Il Re organizzò una grande festa e fu felice di aver trovato il suo erede. Dopo qualche mese il futuro Re chiese al ragazzo se sarebbe voluto diventare il suo futuro consigliere di corte. Egli ringraziò e declinò<< E' ora che torni al mio villaggio, la mia responsabilità ora è guidare i desideri di chi vuole vedere il mondo, ci rivedremo amico mio>>.

Passarono 30 anni e il Principe divenne Re. Questo il suo discorso:
<< Sarò il vostro Re. Per me è un onore e un impegno. Non vi chiederò di decidere con me, quella è giusto che, nel bene e nel male, resti una mia responsabilità. Vi chiederò però di prendervi le vostre responsabilità per fare in modo che questo resti un reame felice. Vi chiederò di dirmi quando non sarete d'accordo su una mia scelta, ma vi chiederò di dirmi anche cosa avreste fatto diversamente. La responsabilità resterà mia, ma la scelta sarà per tutti. Vi indicherò come vorrò che sia il nostro reame, ma lo faremo insieme, con l'impegno e il lavoro di tutti. Vi dirò il perchè delle cose, ci supportoremo e magari mi sopporterete, per crescere insieme>>

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